Vetro di Murano: Storia, Tecniche e Dove Vedere i Maestri Soffiatori

Quando si parla di Murano non è possibile non pensare al vetro! Questa splendida isola della laguna di Venezia è famosa in tutto il mondo proprio per l’arte dei suoi maestri vetrai capaci di lavorare il vetro producendo manufatti di pregevole fattura.

Sapevi che Murano è maestra di questa arte fin dal XIII secolo? Ma non solo! nel XV secolo i muranesi crearono il cristallo e in seguito sono diventati i più ricercati e apprezzati costruttori di specchi in tutta Europa!

Insomma, è impensabile visitare Venezia e la laguna senza ritagliarsi una giornata alla scoperta di questo prezioso e storico artigianato! Vuoi sapere come si è evoluta la tecnica nel corso dei secoli? Sei curioso di vedere con i tuoi occhi i maestri vetrai all’opera? Continua a leggere e ti darò tutte le informazioni di cui hai bisogno!

Prima di proseguire però lascia che ti dia un consiglio: prenotare in anticipo online ti consente di ottenere numerosi vantaggi, come l’accompagnamento di una guida esperta o la possibilità di saltare le file.

Senza contare che potrai assicurarti a prezzi vantaggiosi la possibilità di visitare sia il museo del vetro che una dimostrazione dell’arte di soffiatura del vetro, magari proprio nella ex Cattedrale di Santa Chiara!

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La storia millenaria del vetro di Murano

Antichi strumenti per la lavorazione del vetro

Antichi strumenti per la lavorazione del vetro | ID 7411785 © Knud Nielsen | Dreamstime.com

Questa zona è stata fin dall’epoca pre-romana un’area di scambi marittimi, un punto di congiunzione tra oriente e occidente: proprio il vetro era una delle merce più richiesta in arrivo nel Mediterraneo.

Tuttavia, è a partire dal Medioevo che la laguna iniziò a sviluppare la sua arte che l’avrebbe portata a diventare una delle aree più prestigiose al mondo in queste tecniche.

Questo sviluppo fu influenzato anche dallo splendore di Venezia, una delle repubbliche marinare, e dal ruolo centrale della Serenissima nel mediterraneo. Tuttavia, già nel 450 si attestano i primi fenomeni legati al vetro, dal momento che molti vetrai di Aquileia si rifugiarono qui per sfuggire alle invasioni barbariche.

La prima vetreria artigianale della zona appare in realtà a Torcello, intorno al VII secolo e poco prima dell’anno 1000 compaiono i primi nomi di maestri vetrai di Venezia.

Un importante sviluppo delle tecniche si ebbe in seguito all’incontro dei vetrai di Bisanzio e in generale del Medio Oriente: in queste aree, infatti, la lavorazione del vetro era nata molto prima che in Italia e in generale in Europa.

Venezia imparò proprio dai vetrai d’oriente l’uso del vetro sodico, una composizione particolare adatta alla lavorazione a caldo e che si presta all’utilizzo di diverse colorazioni, caratteristica tipica delle tecniche di Murano.

Proprio su quest’isola della laguna si sviluppò questa particolare tecnica di lavorazione: la soffiatura del vetro. I maestri vetrai di Murano soffiano nel vetro che, ancora incandescente, è estremamente malleabile e dunque è possibile modellarlo a proprio piacimento.

E così, a partire dal XIII secolo l’isola è uno dei centri principali d’Europa nella lavorazione del vetro! Vuoi sapere una curiosità storica incredibile? Pensa che Murano era talmente apprezzata per le sue vetrerie che nel 1291 lo Stato decise di distruggere le vetrerie presenti a Venezia proprio per riconoscere all’isola il suo predominio e conferendole ufficialmente la paternità storica di quest’arte.

L’artigianato divenne talmente importante per Murano che già alcuni anni prima, nel 1271, la corporazione dei vetrai intervenne per preservare i segreti delle tecniche tipiche dei suoi artigiani: delle vere e proprie regole rigide ed incredibili!

La corporazione per raggiungere il suo obiettivo non faceva sconti a nessuno: ai maestri vetrai non era concesso lasciare la città senza permesso e se non fosse tornato, la sua famiglia veniva arrestata. In estremo, era possibile che la corporazione assoldasse un assassino per scovare ed eliminare il vetraio.

Ora ti sarà più facile comprendere perché Murano è un luogo unico al mondo per quanto concerne la lavorazione del vetro e le sue tecniche sono davvero inimitabili!

Durante il Rinascimento, poi, nascono anche le scuole per formare i vetrai da collocare nelle botteghe con i maestri: ed è proprio questo che ha permesso a Murano di perfezionare e tramandare la sua tecnica.

L’esperienza in bottega era infatti molto formativa e ha permesso alle generazioni di affinare e innovare costantemente la tecnica, senza mai dimenticare le origini e le tradizioni.

Murano, infatti, nei secoli ha sempre saputo crescere e adattarsi alle mutevoli richieste: ad esempio nel XV secolo si sviluppò la capacità di lavorare il cristallo, così come nel XIX secolo, in tempi più moderni, le vetrerie hanno sviluppato nuove tecniche più contemporanee che ancora oggi vengono utilizzate sviluppando poi una nuova attenzione al design, imprescindibile nel mondo di oggi.

Il museo del Vetro di Murano mostra proprio come passato, presente e futuro si intrecciano in questa arte secolare, dove tecniche di soffiatura antiche si incontrano con nuove sfide di oggi, come ad esempio all’attenzione ecologica.

Hai già dato un’occhiata ai biglietti di questa attrazione? Non perdere l’occasione di assistere ad una dimostrazione della lavorazione e alla scoperta della sua storia!

Le tecniche tradizionali

Prima lavorazione

Esistono molte tecniche di lavorazione del vetro che si sono sviluppare a Murano. Molte di queste sono state inventate proprio sull’isola e sono state affinate di generazione in generazione. Continua a leggere se vuoi saperne di più.

Avventurina

Questa è proprio una di quelle che nasce in questo luogo ad opera dei maestri. Siamo intorno al 1620 quando Murano inizia a sperimentare questa tecnica che prevede l’aggiunta di piccolissimi cristalli in rame.

La scoperta fu accidentale da parte dei vetrai tanto che il nome deriva da un importante vetraio del Seicento, Giovanni Darduin che affermò che nacque più per “ventura che per scienza”. Da qui, nasce appunto il nome Avventurina.

Cristallo

Fin dal medioevo è il fiore all’occhiello di Murano: un vetro trasparente, incolore, ottenuto attraverso materie prime depurate. Il segreto dei maestri vetrai è la selezione delle materie utilizzate e mischiate con i decoloranti: la purezza degli ingredienti impiegati rende il cristallo prodotto di pregevolissima fattura.

Inventato nel medioevo, venne poi copiato in tutta Europa solamente molto dopo: così Murano fu la “culla” di questo particolare tipo di vetro. La tecnica di soffiatura risulta molto efficace con questo tipo di vetro, producendo oggetti molto leggeri per cui, però, è richiesta una lunga lavorazione.

FIligrana

Per questa tecnica è necessario l’utilizzo di bacchetti che contengono dei fili lisci in lattimo o vetro colorato: la tecnica utilizzata è di decorazione a caldo.

Lattimo

Anche questa tecnica nasce a Murano, intorno al 1450. L’obiettivo era quello di imitare la porcellana cinese e infatti il lattimo è un vetro dal colore bianco opaco e per ottenerlo furono utilizzati dei prodotti opacizzanti come lo stagno o la calcina di piombo.

Soffiatura

Questa tipologia di lavoro è molto antica e rivoluzionò il mondo del vetro: risale addirittura al I secolo a.C. e grazie ad essa la produzione di vetro divenne più rapida ed economica favorendone così lo sviluppo.

La tecnica nasce in oriente, nella zona dell’odierna Siria e consiste nel soffiare attraverso una canna da soffio così da poter modellare il vetro. Successivamente si introdusse una canna metallica, agevolando il lavoro del vetraio e ciò permise un ulteriore diffusione di questo materiale.

Chiusura di un processo di soffiatura

Chiusura di un processo di soffiatura | ID 326042040 © Marija Starcevic | Dreamstime.com

Sommerso

Altra tecnica peculiare di Murano che consiste nell’immergere un soffiato molto spesso in un crogiolo che contiene un vetro di altro colore ma ugualmente spesso. L’effetto che si ottiene è davvero particolare: i diversi vetri sovrapposti creano giochi di colore estremamente incantevoli. L’uso principale di questa tecnica è per la produzione di vasi.

Seconda lavorazione

Esistono delle tecniche di lavorazione secondarie che avvengono in una fase successiva per impreziosire ulteriormente i manufatti. È il caso, ad esempio, del decorato a smalto attraverso la quale si utilizzano composti colorati che si ottengono attraverso le polveri di vetri opachi e trasparenti finemente tritati.

Si utilizza dunque un pennello per abbellire la superficie del vetro e successivamente il decoro viene posto ad un ciclo termico che lo ammorbidisce in modo da aderire perfettamente al vetro su cui era stato applicato.

Tuttavia, le seconde lavorazioni sono molte altre e ugualmente pregiate e interessanti rispetto alla prima lavorazione. Di seguito, eccone altre tipologie.

Millefiori

Con questo termine si intende una canna che al suo interna ha alcuni strati vitrei concentrici che differiscono per forma e colore, aventi alcune forme specifiche come ad esempio un fiore o una stella.

La tecnica consiste nell’imprimere le varie sagome attraverso l’utilizzo di stampi aperti e successivamente avviene la tiratura della canna, anche per decine di metri. Per finire, la canna viene tagliata in diverse parti chiamate murrine.

Se la canna utilizzata è forata, tendenzialmente si producono perle, se invece la canna di partenza non è forata, dalle murrine si possono confezionare piatti o ciotole dopo aver accostato e fuso le varie sezioni.

Molatura

Tecnica particolare che prevede lo scavo del vetro in diverse fasi della produzione utilizzando diverse ruote via via sempre più fini. Per farlo, nella prima fase viene utilizzata una ruota molto grezza in carburo di silicio, mentre nella seconda se ne utilizza una molto più fine sempre dello stesso materiale, usata per rifinire la precedente incisione.

Nella terza fase, invece, si deve utilizzare una ruota in pietra arenaria naturale, per poi passare alla ruota della quarta e quinta fase che è fatta di sughero impregnata da un composto di pietra pomice ed acqua: in queste ultime parti della lavorazione si lucida l’incisione.

Terminato il lavoro, si pulisce il tutto con una ruota di panno inumidita da ossido di cerio e acqua che permette all’incisione di diventare brillante.

Specchio

Lo specchio veneziano diventò famoso in tutta Europa e nasce durante il Rinascimento. Per produrlo, la sua lavorazione consiste in una lastra di vetro in parte rivestita di alluminio o argento capace così di riflettere.

Questo oggetto nasce dal XII secolo, ma la sua grande diffusione avviene un secolo dopo e durante il Rinascimento la laguna di Venezia non ha rivali in questa tecnica con la sola eccezione di Norimberga.

La tecnica del XVI secolo consisteva nell’utilizzare un sottilissimo strato di una lega che potesse riflettere, come mercurio e stagno, ma nell’Ottocento la produzione si perfezionò in seguito a scoperte scientifiche e ancora oggi si usa quel tipo di lavorazione.

La tecnica prevede di spruzzare uno strato di alluminio o argento sulla parte inferiore del vetro producendo così una reazione; il lato opposto della lastra invece viene ricoperto da una vernice che serve come protezione.

Vetro fusione

Una tecnica tra le più antiche che prevede l’accostamento di piccole parti di vetro dal diverso colore sopra una piastra di fibra ceramica per poi fonderle in un forno elettrico.

Così, si ottiene un unico tessuto vitreo con diverse sfumature cromatiche e il vetro ottenuto è detto mosaico o a murrina. Se si ripete più volte il procedimento è possibile ottenere un decoro tridimensionale.

Vetro murrino

Anche questa è una delle tecniche di seconda lavorazione tra le più antiche che prevede l’utilizzo di una piastra vitrea ottenuta dalla saldatura di diverse tessere di vetro colorato.

La piastra viene poi modellata utilizzando un apposito stampo in argilla refrattaria, e modificandola ancora è possibile darle la forma dei vasi. 

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Le fornaci storiche: dove vederle 

Se il vetro è il grande protagonista di Murano, non sarebbe possibile nulla se non esistessero le splendide fornaci storiche. Sono questi luoghi il vero cuore pulsante di quella che è un’arte storica, una tradizione tramandata nei secoli.

Sull’isola esistono molte vetrerie e fabbriche in cui i maestri vetrai offrono dimostrazioni delle varie tecniche e affascinano ogni anno milioni di visitatori mostrando loro come il vetro venga lavorato.

Pensare di venire a Murano e non vivere quest’esperienza sarebbe un errore davvero grande: osservare i maestri a lavoro è davvero incantevole ed è equiparabile a poter ammirare un artista all’opera!

I maestri vetrai di oggi sono al passo con i tempi: la tradizione incontra i gusti più moderni di design. Al termine della dimostrazione, infatti, potrai acquistare oggetti prodotti e noterai il loro gusto estremamente contemporaneo: non saprai decidere quale scegliere da portare a casa con te!

Fornace Fratelli Toso, la più antica ancora in funzione

Fornace Fratelli Toso, la più antica ancora in funzione | ID 236506804 © Stefan Rotter | Dreamstime.com

Molte delle fornaci più storiche da visitare sono anche marchi noti come ad esempio Salviati e Seguso. La vetreria più antica ancora in funzione oggi è l’Antica Vetreria Fratelli Toso, fondata nel 1854!

Molti dei laboratori sono concentrati nella Fondamenta dei Vetrai, la tipica passeggiata dell’isola dove potrete ammirare le principali vetrerie e i grandi maestri all’opera.

Alcune tra le più apprezzate fornaci che ti consiglio sono la vetreria artistica Colleoni, situata proprio in Fondamenta S. Giovanni dei Battuti 12 e quella di Venini, marchio molto noto nonché una delle vetrerie più grandi e prestigiose al mondo!

Tuttavia, una volta in loco potrai scegliere quella che ti ispira di più: qualunque sia la tua scelta, sono sicuro non rimarrai deluso della dimostrazione.

Artigianato oggi: come si rinnova il vetro di Murano 

Nel corso della storia le vetrerie di Murano hanno sempre prestano molta attenzione ai cambiamenti e alle sfide nei tempi che cambiavano. Hanno sempre saputo prestare attenzione al cambio delle mode e dei gusti, inventando spesso anche nuovi prodotti per stupire gli acquirenti.

Anche oggi le vetrerie sono molto attente alla richiesta del mercato e i maestri vetrai si sono sempre più specializzati e aperti a design moderni e innovativi. Gli oggetti prodotti incontrano i nuovi gusti più moderni pur mantenendo l’attenzione ai dettagli e le tecniche sviluppate fin dalle prime lavorazioni dei secoli passati.

Un nuovo tema su cui le vetrerie oggi sono molto sensibili è l’aspetto ecologico: ecco perché in molte fornaci si utilizza materiale di recupero per produrre nuovo vetro fondendo così innovazione e sostenibilità.

Un esempio è quello di Edea Murano Chandelier, vetreria specializzata nella produzione di lampadari, anche con materiale di riciclo o che ne utilizza di vecchi e rotti per nuove produzioni secondarie.

Ma non solo: un nuovo progetto che vede collaborare l’università Ca’ Foscari di Venezia con molte vetrerie si propone di studiare come progettare una economia circolare in cui riutilizzare gli scarti del vetro così da trasformare ciò che è visto come un problema in un’opportunità.

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Cosa acquistare: vetro autentico vs. imitazioni 

Souvenirs in vetro di Murano

Souvenirs in vetro di Murano | ID 377614744 © Iakov Filimonov | Dreamstime.com

Sono molti i casi di imitazioni del vetro autentico di Murano, ma ci sono vari segnali che possono aiutarti a distinguerlo: è fondamentale osservare bene i dettagli distintivi. Il vetro autentico infatti porta sempre un marchio o una firma del maestro che l’ha prodotto.

Inoltre, diffida sempre dalla perfezione assoluta: il processo manuale delle vetrerie è caratterizzato da una lieve imperfezione tipica proprio delle tecniche che non prevedono l’utilizzo di macchinari.

Spesso alcune vetrerie forniscono anche un certificato di autenticità, inoltre i maestri sono soliti usare una foglia d’oro o d’argento come decorazione. Anche la presenza di opacità potrebbe essere sinonimo di falso, poiché il vetro di Murano è famoso specialmente per la sua luminosità e la sua leggerezza.

Tuttavia, sarebbe ingiusto e spiacevole acquistare un vetro spacciato come autentico a un prezzo consono, ma ritrovarsi poi con un falso. Diverso è invece acquistare consapevolmente una copia, ad un prezzo congruo, magari con lo scopo di avere un souvenir senza sostenere un costo eccessivo.

Il vetro di Murano, infatti, è considerabile un articolo di lusso e perciò potrebbe essere troppo costoso secondo le idee e le disponibilità di alcuni.

Per concludere, però, consiglio se interessati all’acquisto di un prodotto in vetro di optare per un manufatto autentico, magari di piccole dimensioni e ad un prezzo accessibile: sarà un prezioso ricordo di una visita indimenticabile, nonché un vero e proprio pezzo d’arte italiana da tenere in casa tua!

Domande frequenti

Perché il vetro di Murano è famoso?

Il vetro di Murano è famoso perché per secoli sono state tramandate le tecniche di lavorazione artigianale, nonché tutte le varie scoperte e i segreti dei maestri vetrai, esperienza ottenuta nel corso della storia. Questo ha portato a prodotti di estrema qualità e dalla manifattura unica, apprezzati in tutto il mondo fin dal Medioevo.

Come si fa a capire il vero vetro di Murano?

Per riconoscere il vero vetro di Murano bisogna osservare alcuni dettagli che lo rendono riconoscibile. Molti prodotti portano la firma del maestro che l’ha prodotto o un marchio, altri ancora hanno una foglia d’oro o d’argento come segno distintivo. Inoltre, la fattura del vetro può dare indizi: se troppo opaco potrebbe essere sinonimo di imitazione, poiché il vetro di Murano è famoso per la sua lucentezza. Inoltre sono un buon segno alcune imperfezioni riscontrabili: sono sintomo di lavorazione manuale. Infine, valuta bene anche il prezzo: il vetro di Murano è un articolo di lusso ed è piuttosto raro sottopagarlo.

Dove vedere la soffiatura del vetro a Murano?

Le soffiature del vetro sono ammirabili a Murano in molte vetrerie e fornaci storiche, come quella dei fratelli Toso, la più antica ancora in funzione o la vetreria artistica Colleoni, una delle più apprezzate dai visitatori così come la vetreria Venina, una delle più famose al mondo.

Dove si soffia il vetro nell’isola di Murano?

Il vetro si soffia in molte vetrerie su tutta l’isola. Le fornaci rendono famosa Murano e sono il cuore pulsante di questa parte della laguna: botteghe che nei secoli si sono sempre evolute ed aggiornate seguendo le mode e affinando tecniche, scoprendo anche nuovi prodotti, il tutto sempre restando fedeli alle origini e imparando dalle generazioni passate.

Conclusioni

Cartello con scritto "Murano Glass"

Cartello con scritto “Murano Glass” | ID 41684761 © Adrian Gilfillan | Dreamstime.com

Siamo giunti alla parte conclusiva di questo articolo. Ti ho raccontato tutto quello che devi sapere sulla lavorazione del vetro, attrattiva della bellissima isola di Murano.

Abbiamo visto insieme la storia di questa area legata da sempre alla lavorazione del vetro; per proseguire ti ho illustrato proprio le tecniche principali inventate sull’isola e tramandate di generazione in generazione conquistando fin dal medioevo tutta l’Europa.

Ti ho poi illustrato quali sono le principali vetrerie e le più apprezzate dell’isola, per poi spiegarti come poter riconoscere il vetro autentico di Murano dalle imitazioni.

E tu hai già visitato Murano? Hai portato con te qualche manufatto in vetro o vorresti farlo? Dicci la tua nei commenti!

Murano è un luogo incantevole dove storia, arte, colori e innovazione si incontrano e fondono insieme… proprio come il vetro! Non perdere l’occasione di visitare uno dei luoghi più apprezzati e magici della penisola!  

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